Nel Museo Archeologico di Sperlonga quattro gruppi di marmo raccontano le imprese di Ulisse: una guida per riconoscere Polifemo, Scilla, Palladio e Pasquino.
Nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga l’Odissea non è soltanto un racconto da ricordare: prende forma in grandi gruppi di marmo ricostruiti a partire dai frammenti rinvenuti nella grotta della Villa di Tiberio. Il modo più interessante per visitare il museo è quindi cercare quattro episodi precisi, seguendo Ulisse tra Polifemo, Scilla, il ratto del Palladio e il cosiddetto gruppo del Pasquino.
La scheda ufficiale del Ministero della Cultura, aggiornata il 17 agosto 2026 e ricontrollata il 17 settembre, spiega che il museo fu costruito appositamente per accogliere i monumentali gruppi scultorei trovati alla fine degli anni Cinquanta in migliaia di frammenti. La grotta faceva parte del complesso residenziale attribuito all’imperatore Tiberio e, all’inizio dell’età imperiale, era stata trasformata in uno scenario mitologico con sculture di soggetto omerico disposte intorno e dentro un bacino circolare.
Polifemo: il gruppo da cui iniziare
Il gruppo dell’accecamento di Polifemo è probabilmente il riferimento più immediato per orientarsi. Il Ministero identifica la scena con Ulisse e alcuni compagni nel momento dell’attacco al Ciclope. Non è necessario conoscere ogni personaggio prima di entrare: basta cercare la tensione della composizione e ricordare che la scena non era stata pensata originariamente per una sala museale neutra, ma per un ambiente scenografico legato alla grotta.
La fotografia di copertina mostra proprio la ricostruzione del gruppo di Polifemo conservata a Sperlonga. Guardarla come parte di un insieme, e non come una statua isolata, aiuta a capire il progetto antico: episodi diversi dell’epica costruivano un paesaggio narrativo attorno all’acqua. Chi vuole approfondire il contesto può leggere anche la nostra guida alla Grotta di Tiberio a Sperlonga, tenendo però conto della situazione operativa attuale.
Scilla: la nave e i sei compagni di Ulisse
Il secondo gruppo principale raffigura l’assalto di Scilla alla nave. La descrizione del MiC parla del mostro che attacca l’imbarcazione e uccide sei compagni, soffocati dalle spire serpentine. È una scena diversa da Polifemo non soltanto per il soggetto: qui il punto è il rapporto fra il mostro, la nave e più figure coinvolte nello stesso episodio.
Durante la visita conviene quindi non cercare soltanto ‘la statua di Scilla’, ma leggere l’intero gruppo come un’azione. Questa attenzione è utile anche perché le ricostruzioni museali derivano da un ritrovamento frammentario: il museo nasce proprio per rendere leggibile un complesso che al momento della scoperta si presentava in migliaia di pezzi.
Il Palladio: Ulisse insieme a Diomede
Il terzo episodio è il ratto del Palladio dal tempio troiano di Atena. La fonte ministeriale identifica i protagonisti in Ulisse e Diomede. È un passaggio importante perché sposta lo sguardo dall’Odissea più popolare, fatta di Ciclopi e mostri marini, a un’altra impresa dell’eroe collegata alla guerra di Troia.
Per il visitatore questo gruppo funziona quasi come un promemoria: le sculture di Sperlonga non raccontano una sequenza lineare del poema, ma costruiscono una selezione di imprese legate alla figura di Ulisse. La nostra scheda del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga può servire per inquadrare il luogo, mentre questo itinerario di lettura è pensato per riconoscere ciò che si incontra nelle sale.
Il Pasquino: l’identificazione più sorprendente
Il quarto gruppo è indicato dal MiC come il cosiddetto Pasquino. La scheda ufficiale segnala che nella scena è stato recentemente riconosciuto Ulisse mentre trascina il corpo di Achille. È proprio il tipo di dettaglio che vale la pena conoscere prima della visita, perché il nome tradizionale del gruppo non spiega da solo quale episodio si stia osservando.
Attorno ai quattro nuclei principali il museo conserva anche altri reperti della villa: immagini di divinità, ritratti, elementi decorativi, ceramiche e manufatti che documentano una storia del sito più ampia. Ma usare i quattro gruppi come filo conduttore impedisce di trasformare la visita in una successione indistinta di opere: Polifemo, Scilla, Palladio e Pasquino diventano quattro punti di riferimento.
Museo e grotta: cosa è visitabile adesso
Qui serve distinguere il valore storico dalle condizioni operative. La pagina del Ministero, ricontrollata il 17 settembre 2026, segnala una chiusura temporanea della grotta per lavori di manutenzione straordinaria. Questo articolo non promette quindi l’accesso alla grotta: l’itinerario proposto riguarda i gruppi esposti nel museo. Per comprendere il rapporto con l’area archeologica si può consultare anche la nostra scheda su Villa e Grotta di Tiberio, verificando sempre gli avvisi ufficiali prima di partire.
È proprio questa separazione a rendere la visita più chiara. Anche senza entrare nella grotta, le sculture permettono di ricostruire mentalmente il progetto: un ambiente naturale trasformato in teatro del mito, con l’acqua e le figure di marmo a costruire una vera Odissea visiva. Sapere in anticipo quali quattro scene cercare significa arrivare al museo con una mappa narrativa già pronta, senza ridurre Polifemo e Scilla a due nomi famosi incontrati per caso tra le sale.